ON MAKE-UP, SATURN & A LITTLE MORE GLITTER
Il make-up è un modo per giocare con la nostra identità, cambiare prospettiva e, perché no, scoprire nuove versioni di noi. Per Giorgia Guzzi è anche un lavoro, una forma di espressione e uno spazio di sperimentazione continua.
L’abbiamo incontrata per parlare di make-up “made to be yours”, di istinto, creatività e del suo Saturn Return: quel momento in cui la vita ti chiede di fare ordine, scegliere cosa vuoi davvero e – nel suo caso – di aggiungere anche qualche glitter in più.
Partiamo da te: chi è Giorgia Guzzi? Come sei arrivata a fare della tua passione per il make-up il tuo lavoro? In poche parole, ci racconti il tuo percorso e cosa ti ha portata dal primo approccio con il beauty al mondo professionale? E oggi cosa ti entusiasma di più?
Ciao a tutti! Sono Giorgia, make-up artist, hairstylist (e circa altri 20 titoli che terminano in “-ist”). Sono campana, ma espatriata ormai da ben nove anni a Milano. Il percorso che mi ha portata dal primo cosmetico tra le dita a trasformare questa passione in un lavoro è stato tutto fuorché lineare: lungo, intenso e decisamente travagliato. D’altronde, tutto è iniziato quando avevo due anni e gestivo già un affollatissimo salone di bellezza immaginario, con un cliente affezionatissimo: mio padre. Poi è arrivata una laurea in Lingue, qualche cambio di rotta e, alla fine, la consapevolezza che quella che chiamavo “predisposizione” era in realtà una grandissima passione che volevo trasformare in professione. Quello che mi entusiasma di più del mio lavoro è la sua incredibile versatilità, il fatto di poter dar vita a pensieri e progetti, sia personali, sia di altre menti eccezionali. E poi gli ombretti oleografici.
Quando trucchi una persona da cosa parti? Come descriveresti il tuo modo di lavorare e cosa cerchi di ottenere quando realizzi un make-up?
Ho sempre avuto un approccio molto istintivo al make-up e una naturalezza quasi spontanea nel muovere mani e pennelli sul viso e sul corpo delle persone. Con il tempo, la formazione e l’esperienza, ho però capito quanto sia fondamentale non solo valorizzare i lineamenti, ma soprattutto ascoltare e rispettare i gusti di chi ho davanti. Per me, quindi, il mix perfetto per creare un look davvero riuscito è fatto di tre ingredienti: fantasia, tecnica e ascolto.
E quando invece ti trucchi cambia qualcosa? Il make-up per te è soprattutto trasformazione, espressione, gioco, cura di sé?
Il make-up, per me e su di me, è soprattutto gioco, sperimentazione, studio e, ovviamente, tanto esercizio. È raro, infatti, che io esca di casa con i look stravaganti che creo su me stessa per provare nuovi prodotti, giocare con i colori o perfezionare una tecnica. Anche se, lo ammetto, al super sotto casa mi capita abbastanza spesso di fare la spesa con look degni di un MET Gala! Nella vita di tutti i giorni, però, non rinuncio mai a tre cose: un buon gel per sopracciglia, un mascara performante e un prodotto lip & cheek, versatile e veloce.
Mascara e matite sono due strumenti apparentemente semplicissimi, ma che possono cambiare completamente un look. Tu come li scegli e li usi?
Sono super d’accordo! Il mascara dà intensità alle ciglia che sono la cornice vera e propria dei nostri occhi! Ovviamente ne cambio tanti in base alle ciglia e all’effetto desiderato, ma penso che quelli più performanti siano quelli con lo scovolo in elastomero e la texture morbida e flessibile, di modo da poterlo lavorare quanto basta, senza rischiare che si asciughi troppo in fretta. Per quanto riguarda la matita penso sia un prodotto importantissimo: è dal suo tratto che nasce lo scheletro di un look occhi, labbra o viso. Definisce i perimetri e i volumi, intensifica, aumenta l’adesione dei prodotti applicati successivamente e soprattutto ci dà sicurezza qualora non ci sentissimo troppo capaci di tracciare una linea con prodotti dalle texture più intense e difficili da rimuovere.
Con Big3 e Chart Ruler, quali sono i tuoi gesti o piccoli trucchi preferiti? Hai qualche tip per sfruttarli al meglio?
Con Big3 io amo utilizzare il lato piatto dello scovolino per intensificare la radice delle ciglia, ma anche per colorare la rima interna superiore dell’occhio (trucchetto per avere un fake eyeliner più naturale, ma ugualmente d’effetto). Le matite Chart Ruler invece hanno la cera perfetta per realizzare le “blurred lips”: una tecnica di contorno labbra sfumato e morbido, che crea un effetto più voluminoso e rimpolpato. Le applico e poi le sfumo delicatamente con le dita. Il mio trick preferito è usare un colore più scuro e caldo (SUN) negli angoli esterni ed uno più chiaro (MOON) al centro.
Qual è la tua idea di make-up? Quale il tuo mito da sfatare in quest’ambito?
La mia idea di make-up si può riassumere così: equilibrio nello squilibrio. Una base naturale, quasi struccata, e occhi bold. Sopracciglia folte e spettinate, abbinate a una lip combo d’impatto e rigorosamente glossata. Credo che nel make-up sia necessario saper aggiungere, ma soprattutto saper togliere quando non serve. Un mascara colorato, per esempio, può spostare l’attenzione da un’occhiaia un po’ più evidente; una pelle luminosa può invece aiutare a camuffare piccole asimmetrie dello sguardo. Insomma, bisogna saper confondere il nemico. Anche se, ammettiamolo, non sempre è così facile riuscirci! E proprio per questo, il mio mito da sfatare riguarda il correttore: con una buona conoscenza di luci e ombre, potreste persino lasciarlo in fondo al beauty case.
Chiudiamo con Saturno: che rapporto hai con l’astrologia e cosa significa (ha significato) per te il tuo Saturn Return?
L’astrologia mi ha sempre affascinato immensamente: anch’essa è una disciplina che permette di comprendersi e comprendere, di esprimersi e confrontarsi. Il mio Saturno è in Pesci e, si sa, l’emotività, la vulnerabilità e soprattutto l’astrazione non vanno proprio d’accordo con il pianeta della disciplina e della stabilità. Sto imparando quindi a impormi di più, a credere di più in me stessa e nelle mie abilità. Il make-up può aiutare a trasformarci, a sperimentare…ma soprattutto può farci sentire a nostro agio in momenti in cui ci sentiamo un po’ persi o sui binari sbagliati. Il mio “ritorno di Saturno” è avvenuto proprio nel 2024, quando mi sono resa conto di dover concretizzare di più i miei obiettivi lavorativi, ponendo in primo piano i miei bisogni, la salute mentale e l’utilizzo di qualche glitter in più.